Nel cuore della Sicilia rurale

Dopo aver scoperto la Sicilia rurale in piena estate (vedi tour in luglio nel Distretto del Palermitano ed Alto Belice ed in quello dei Nebrodi e Peloritani ), la 3a tappa del blog tour in Sicilia organizzato per il team Rural Pride ci ha portato alla scoperta delle province di Caltanissetta ed Enna in pieno autunno, con colori, odori e sapori evidentemente diversi: siamo nel cuore della Sicilia dove resiste la ruralità vera. La selezione dei luoghi è stata curata dalla Soat di Mazzarino per la zona di Caltanissetta e da quella di Troina per la provincia di Enna e, prima ancora di partire per questo viaggio, abbiamo colto una forte attesa nei confronti dell'approdo del team di Rural Pride in zona, anche da parte dei media.

Il nostro viaggio, dall'aeroporto di Catania comincia molto più ad ovest, a Mazzarino (CL), nell'entroterra della piana di Gela, all'agriturismo "Alpa", immerso nel verde di un'azienda agricola a gestione familiare nella quale troviamo già gli elementi più importanti: attenzione alla natura ed al verde, attenzione alle tradizioni enogastronomiche tipiche, cultura dell'ospitalità.
Il vecchio proprietario che con i suoi figli gestisce l'azienda, ci accoglie con l'affabilità tipica della gente del sud e ci racconta con orgoglio la sua storia e quella della sua famiglia. Dalle chiassose oche, ai cavalli, agli agnelli, fino ai rossi pomodori ciliegino coltivati nella serra, tutto è proprio come dovrebbe essere.

Anche il meteo ci dà una mano e le nuvole nere vengono almeno temporaneamente allontanate dal vento scoprendo alla nostra vista il Monte Formaggio.
Strano nome per una cima svettante a 640 metri ma la storia di quel nome è vecchia quanto la storia stessa d'Italia.
Si racconta infatti che dopo l'unità d'Italia gli ingegneri mandati dal re per censire il territorio da poco annesso, non fossero stati in grado di tradurre in italiano quanto gli veniva detto dai pastori e contadini in dialetto stretto. Ecco quindi che il vero nome di Poggio Santa Croce rimase incompreso per molti anni e sulle mappe ufficiali comparve il nome di Monte Formaggio rifacendosi alla forma a spicchio di parmigiano della vetta. Ancora oggi è conosciuto così.

Intorno c'è pace, pochissimi insediamenti industriali, natura.
Li percepiamo ancor meglio salendo sulla torre del Castello di Mazzarino, Castelvecchio, anche se per i mazzarinesi il termine con il quale è conosciuto è "U' Cannuni" in omaggio all'unica delle 4 torri rimaste in piedi e che sembra proprio un cannone proiettato verso il cielo.

Il nostro soggiorno alla scoperta di Mazzarino è reso culturalmente molto formativo dall'ausilio di Filippo Pesce, vice presidente della Proloco cittadina, laureando in archeologia, che ci trasmette una passione ed un sapere che in un giovane come lui ci colpiscono e ci appassionano.
Nella visita al castello scopriamo la storia della famiglia Branciforti, feudatari del territorio, il cui nome pare derivi dal valoroso capostipite Obizzo, fedele a Carlo Magno, che continuò a tenere alto il vessillo del re nonostante i cavalieri longobardi gli avessero mozzato le mani. Da qui il nome Branciforti e l'assegnazione di possedimenti in zona con la costruzione del castello e poi del palazzo in città.

Dopo il viaggio nella storia ne facciamo uno appagante sotto altri punti di vista nel caffè Ariston, pasticceria che da 3 generazioni prepara dolci della tradizione locale con ricotta e pasta di mandorle. A proposito di mandorle facciamo anche la conoscenza con il marchio "Mandorla di Sicilia" sotto il quale viene racchiusa tutta la produzione del prezioso e prelibato frutto.
L'azienda Bongiovanni le raccoglie e le lavora. Ha anche contribuito a stabilire nel 2011 un record finito nel Guinness dei primati, con il torrone più lungo del mondo (695 metri) con la cui vendita si è contribuito a realizzare una scuola in Africa.
Da qui a cena all'agriturismo Casa Canalotto a Mazzarino (CL) che conserva anche una piccola raccolta di attrezzi della cultura contadina e nel quale degustiamo i vini della cantina Patrì di Riesi (CL).

La mattina del nostro 2o giorno si apre con la visita alla Mostra Fotografica "Sulfaro e Sulfarari" che fa riferimento alla Miniera di Trabia nel comune di Sommatino, che ha costituito uno dei principali poli sulfiferi della Sicilia centro-meridionale. In quegli scatti è raccontata tanta vita, tanta povertà, tanta disperazione: uno spaccato di una socialità complessa nel quale vivere significava accettare la morte ad ogni passo.
Al “Cremino” di Rosa Barberi a Delia, invece, l'atmosfera è decisamente più dolce, dedicata ad apprendere i segreti della “Cuddriredda”, dolce dell'antica tradizione locale ed all'incontro con i rappresentanti del GAL.
Il Feudo "Principi di Butera" a Riesi (CL) è un'antica tenuta, acquistata negli anni '90 dall'azienda vitivinicola Zonin e resa un'azienda efficiente capace di produrre vini di alto profilo: un gioiello a livello industriale immerso in un territorio 100% rurale. Restiamo alla terra ma in dimensioni di estensione decisamente diverse perché andiamo a Barrafranca (EN) per visitare la piccola azienda "Profumi e Aromi" che coltiva piante officinali e prepara conserve.
La raccolta dello zafferano e la selezione dei pistilli sono un vero spot per chi ama la terra e per fare un'esperienza del tutto inedita. A Piazza Armerina (EN) visitiamo la Casa Museo del Contadino: si tratta di due locali allestiti dall'ideatore e fondatore Mario Albanese dopo oltre 20 anni di ricerca, raccolta e restauro di oggetti della cultura agro-pastorale curando i dettagli della casa e facendo vivere il contesto abitativo del tempo, fedele in ogni dettaglio alla realtà. Imperdibile. Pernottiamo all'Agriturismo "Gigliotto" nel quale visitiamo anche la cantina dove producono diverse tipologie di vino con l'etichetta "Tenute Gigliotto".

Nel territorio del Gal Nisseno, facciamo tappa ad Aidone per visitare il Museo Archeologico Regionale e "fare conoscenza" con la Dea di Morgantina, trafugata, esposta al Paul Getty Museum di Los Angeles e restituita nel 2011. Da qui incontriamo numerosi imprenditori che ci presentano i loro prodotti tipici: dal formaggio "Piacentino Ennese DOP" con lo zafferano denominato (oro rosso di Sicilia), al Pecorino Siciliano Dop, alla "Vastedda cu Sammucu", deliziosa e saporita focaccia di grano dura farcita con salame e tuma, che all'esterno è speziata da fiori di sambuco, produzione tipica di Troina, alle pendici dei monti Nebrodi.
E poi i legumi, ceci, fave, cicerchia, lenticchia nera di Leonforte dell'Azienda Agricola Rossi, i funghi dei Monti Erei, i vini Etna Rosso ed Etna Bianco delle Tenute Monte Gorna di Leonforte, le confetture, le mozzarelle di bufala ed i dolci dell'azienda "Antichi Sapori" di Troina. Visita all'azienda Valle del Dittaino ad Assoro (EN) dove si lavora il grano duro siciliano per farne dell'ottimo pane. Nel viaggio alla scoperta del distretto dei Nebrodi abbiamo conosciuto ed apprezzato il suino nero dei Nebrodi. Lo ritroviamo allevato e trasformato nell'azienda agricola "Mulinello" a Leonforte dove viene anche esportato valorizzandone la grande qualità.

Da qui all'azienda Samperi di Giovanni Trovati che coltiva pesche nel sacchetto. Tra giugno e luglio, infatti, ogni singola pesca che sta maturando, viene insacchettata per proteggerla dagli insetti, i parassiti e gli agenti atmosferici. Più che incuriositi la assaggiamo sia sciroppata che nel succo: assolutamente straordinaria! Buona e sana.
A Troina ci aspetta il museo dove sono conservati alcuni scatti del celebre Robert Capa durante i 5 giorni di assedio dell'esercito anglo-americano alla città di Troina controllata ancora dai tedeschi. Pernottiamo al "Le Querce di Cota" in ambiente davvero rurale come piace a noi.

Visitiamo l'azienda "La Ghiotta Marmotta", piccola azienda a gestione familiare che produce e lavora olive, piante spontanee, frutta e funghi praticando il metodo biologico, il piccolo laboratorio di Antonino Rizzo nel quale si preparano i dolci tipici della tradizione ed alcune gustose novità, ed Gruppo Alimentare Italiano che ha l'obiettivo di concentrare l’offerta dei prodotti tipici dell’entroterra siciliano. Qui viene prodotta la Farina integra, al germe di grano, con la molitura a pietra del grano duro siciliano.

Qui si conclude il nostro viaggio, caratterizzato da un inebriante mix di arte, cultura, storia, tradizione, passione.
Abbiamo scoperto moltissime cose e ricavato un tesoro di esperienza che diffonderemo come noi sappiamo fare per condividere questo forziere di preziosi con chi ama la Sicilia Rurale.

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